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La cattiva strada

...spiacere è mio piacere, io amo essere odiato...

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May 19

Blues siciliani sotterranei 2

Dov’eravamo rimasti? Ah, vero, al fatto che ho paura della fine, si, dell’abisso. Che poi è una paura che ho spesso, solo che a volte mi prende una strizza acuta e forte. Io sono un maledetto vigliacco. Certo, non meno di voi ma io ho una particolare propensione a soffocare qualsiasi porzione di coraggio. Per quanto mi riguarda i coraggiosa sono pazzi ciechi, ed i vigliacchi sono realisti timonieri, o almeno dovrebbero esserlo. Non chiedetemi cosa significa perché sulle definizioni ci sputo. Poi Frank e Guido non mi aiutano di certo, credono che io sia un viziato. Cioè non me l’hanno mai detto, è una deduzione mia questa, ma io credo che sia così. E perciò vomito. Vomito sempre quando mi viene paura. Certo, non sempre in pubblico come prima, però vomito.

“Andiamo al mare?”

“Devi vendere accendini, Guido?” Non capisco come faccia a sopportarmi quel negro.

“No, brutta fighetta del cazzo!”

“Brutta fighetta del cazzo –spesso lo prendo in per come parla- non vedi che sto male? Frank accompagnami da Susanna, ok?”

“Agli ordini” Ah, povero Frank!

Quando comincio ad avere tanta paura ho bisogno di fare l’amore con Susanna e Barbara. Sono due mie amiche lesbiche, di solito ci vediamo a casa di Susanna, è spesso libera, e lì ci buttiamo un po’ di divertimento per la trachea e poi trombiamo. Ci divertiamo a far sesso in tre, nonostante non è che io sia un gran scopatore, anzi se proprio devo dirlo credo di essere purtroppo scarso a trombare. Vi starete chiedendo come faccio allora a reggere del sesso a tre, no? Beh, un po’ è merito della medicina, ed un po’ perché so qual è il trucco. Il trucco in tre consiste nel non restare mai fermo con le mani in mano ed anche se si è non troppo bravo come me, ci si diverte. Quindi ad esempio, non so, sto inculando Susanna? E nel frattempo tocco le tette a Barbara che se la sta facendo leccare da Susanna. Su per giù così funziona, è cosi che va, ed è bello. Quindi ora lo sapete: cosa bisogna fare in un rapporto a tre? Non stare mai fermi. Magari lo sapevate già. Ma comunque, quindi abbiamo fatto l’amore e poi ci siamo puliti e sdraiati su un prato. Con loro è tutto così altamente leggero, fa tutto un altro effetto, celestialmente terreno, e poi cominciano a sparare certe cazzate che non si può fare a meno di ammirarle, ah cazzo! Come l’altro giorno ad esempio, io ero sdraiato sul pavimento, come sempre, mentre loro stavano rullando una canna sul tavolo, e quindi erano sedute. Eravamo già abbastanza scioccati, non abbiamo tanto da fare in questo periodo ma in compenso abbiamo tanto da farci. E comunque:

“Secondo me dovrebbero fare un nuovo reality show”. Io ero mezzo incosciente, li osservavo, mentre facevano questa discussione:

“Che reality show?”

“Allora prendono uno e  lo rinchiudono in una casa”

“E poi?”

“Allora, questo qua però deve essere sempre in fame chimica”
”Bellissimo”

“Si, bellissimo, gli fanno fare un sacco di canne, troppo bello! E poi gli devono portare tutto quello che vuole da mangiare”

“Minchia voglio partecipare io a questo reality”

“Tipo tu immagina questo ordina una bella fetta di carne, e loro gliela portano, proprio come la voleva lui”

“Ma no, questo pensa una cosa mangiare e la cosa che pensa piglia e si materializza”

“Si, si…bellissimo!”

Io le guardavo sbigottito e loro continuavano.

“E poi come finisce?”

“Ovvio, quando diventa troppo grosso il concorrente si prende i soldi del montepremi!”

“E con questi soldi si fa la liposuzione!

“Vaffanculo troie!!!” questo sono io

“Che cazzo vuoi?” in coro.

“Ma come? Inventate un reality show così geniale e poi alla fine terminate con questo che vince perché è grosso? Cioè tutto sto casino per questa cazzata?”

Ricordo che rimasero a guardarmi in cagnesco per cinque minuti. Io, ad un certo punto, risi, presi il giubbotto e me ne andai. Porca puttana, quella notte non riuscì a dormire: un reality show sulla fame chimica, mah, come cazzo gira il cervello alle lesbiche?

Cavolo, mi sono addormentato e che ore saranno? Sto sudando freddo, i muri si avvicinano, che cazzo è? Dove sono? Fanculo, fanculo, fanculo, non mi chiuderete mai nello sgabuzzino, bastardi, io la pasta con la pancetta non la mangio, mamma vaffanculo!

Che sogno orribile, ancora una volta, per fortuna che Susanna e Barbara mi hanno svegliato con quel cazzo di stereo. Voglio una vita tranquilla la la. Perché è da quando sono nato che è spericolata. E sa la fine fosse vicina?

“Cos’è stato?”

“Cos’è stato che?”

“non l’hai sentito?”

“no”

May 18

Blues siciliani sotterranei

Guido grida che sta morendo di fame: “Sto morendo di fame, brutti stronzi!”. Frank non lo ascolta, anzi si tiene la testa in mezzo alle gambe per non sentirlo. Io sono sdraiato sul pavimento, cioè sono convinto di essere sul divano ma in realtà sono sul pavimento, sul pavimento con la medicina in mano e parlo.

Credo di star dicendo questo:

“Cazzo, ragazzi, sono arrivato ad un cinismo tale che venderei mia madre per un posto alle poste” “…posto alle poste…fa ridere!” ah, quel coglione di Frank!

“Bastardi, sto morendo di fame!”

“Cazzo che cinico che sono!” ed ingoio la medicina. Buonissima è la mia medicina.

“…cazzo che cinico…fa ridere!”

“Ragazzi, mi ascoltate, non mangio da giorni!”

“Io guardo il soffitto, ciao!”

“Guardi il soffitto? Che ridere!”

“Ho fame!”

“E finiamola con questi punti esclamativi!”

Usciamo, quel rompi cazzo ha fame.

“Prendi tu la macchina, Frank!” “No, prendila tu!” “Sono fatto, prendila tu!” “Va bene, la prendo io!” “Si ma basta con questi punti esclamativi!” “Va bene, parliamo senza punti esclamativi!” “Ok!”

“Frank, spicciati, ho fame, non guidare come una femminuccia, ti prego...”

“Ok, Guido”

Frank comincia a guidare forte, ed alza il volume della radio. Goodbye my Darling, goodbye my love!! C’è un sole che spacca le pietre, quant’è bella la Sicilia, le Caraibi ci possono solo tirare un pompino, il Governo ci affossa, se ne fotte di noi, lascia ai mafiosi gestire tutto, gli appalti sono truccati, le strade sfasciate, i consiglieri comunali regalano buste della spesa, e noi borghesi ci facciamo.

“Fermiamoci qua”

“No, Guido, qua il cibo fa cagare”

“allora andiamo là?”

“Ok”

“Ok”

“Ok”

Le convenzioni ci fregano, ci succhiano tutto il tempo necessario per vivere, abbiamo incontrato Antonio e Gaia al bar, li salutiamo e tre ore per spiegare che abbiamo dato le materie, non abbiamo trovato l’erba al solito posto e siamo passati da Raffaele, e lui ce ne è data tanta, come sempre. Però che palle entrare a casa sua, era con tre nazisti che cercavano rogne con noi. “Non si fuma, bastardi comunisti!” Antonio e Gaia si sono riseduti e noi ci siamo presi un tavolo lontano da loro, le convenzioni ci avevano già consumato abbastanza. Abbiamo ordinato tre Martini e quello scassa cazzi due pizzette, stava morendo di fame davvero. E davvero non mangiava da diversi giorni. Lui è povero. Non si chiama Guido, si chiama Mahmadou in realtà. Viene dal Senegal, i suoi sono scappati perché lì si moriva di fame. Non fuma nulla, né si droga. Però beve tantissimo, non ho mai visto nessuno bere così tanto. E non è che lo regga tanto bene, al terzo bicchiere vomita di nuovo, ma continua a bere. Quando usciamo offriamo sempre noi. Cazzo, ha pochissimi soldi, i suoi lavorano dalla mattina alla sera anche se ancora non abbiamo capito bene che lavoro fanno. Frank ed io invece siamo dei borghesi. Siamo ricchissimi, mio padre fa il magistrato. Ci sputo sul lavoro che fa. Si, lo so che non si dovrebbe fare mai. Ma io non farei mai il magistrato anche se in effetti non fai un cazzo, e questa è una cosa bella. Mia madre fa la prostituta, cioè non proprio la prostituta, fa la psichiatra, però insomma…un po’ come la prostituta prende i soldi per menarla alla gente. I genitori di Frank sono separati, il padre è un commercialista, la madre ha un negozio di vestiti di lusso. Sono separati e lui sta col padre che però è sempre fuori per motivi di lavoro. Credo che lui stia con suo padre per questo. E noi stiamo sempre da lui. Con le medicine e le canne. Cazzo mi viene da vomitare!

“Cazzo, ragazzi, mi viene da vomitare!”

“E vai in bagno”

“no, devo vomitare ora e qua…bleah”

L’avevo detto che mi veniva da vomitare, no? Gaia ed Antonio si avvicinano e ci porgono un fazzoletto, un cameriere prende un secchio ed uno straccio e comincia a pulire. Che cazzo di brutta figura, maledette convenzioni, ora mi viene da vomitare perché sono vergognato del fatto che ho vomitato.

“Mi sei sembrato Bush” quel bastardo di Guido ride. Ma perché cazzo lo chiamiamo Guido poi?!

“Bush?” quel coglione di Frank non sa un cazzo

“Si, Bush –questo sono io- Bush padre una volta ha vomitato ad una conferenza pubblica, è una cosa famosa Frank, brutto drogato, bleah” Un altro coniato di vomito sul pavimento.

Una ragazza all’altro angolo del bar vede tutta la scena e comincia a vomitare pure. In quel bar non si stava più dalla puzza.

Tutti si alzano, arriva il padrone: “Allora, brutti drogati del cazzo di merda, con tanti fottuti posti della coppola di minchia che c’erano, proprio nel mio cazzo di fottuto bar di cesso dovevate a venire a vomitare? Non potevate andare a rovesciare i vostri stronzi nelle fighe pelose delle vostre madri?”

“Ehi, fratello, tutto bene? Tieni cento euro e non scassare il cazzo” Bastardo Frank e bastardi i suoi genitori che lo hanno viziato. Siamo dovuti scappare, il padrone ha sputato in faccia a Frank e ci voleva picchiare. La cosa bella è stata che Guido neanche ha potuto mangiare. Ragazzi, il mondo è tutto un grande vomito, per fortuna che ci sono le medicine. Ho preso un’altra medicina quando sono tornato a casa.

Mahmadou era tornato negro dopo aver mangiato, gridava di aver paura stavolta, si lamenta sempre. Io aspetto la fine, lui si lamenta e Frank non capisce mai un tubo. Non so perché ho detto tubo e non ho detto cazzo. Comunque siamo un bel trio.

Al mondo devi stare attenti alle persone che sono diverse da noi, non da quelle come noi. Noi non scassiamo il cazzo a nessuno, stavolta ho detto cazzo, non tubo, anche perché non scassiamo il tubo a nessuno non aveva tanto senso. Ah, se utilizzo il verbo dire è un po’ come se dicessi scrivo, mi capite insomma, no? Stavo dicendo che io non scasso il cazzo a nessuno, e come me non lo scassano neanche i miei amici. Noi vogliamo solo fumare e drogarci, siamo una generazione del cazzo, lo so. O sfasciamo vetrine o ci droghiamo. Di lavorare non se ne parla. Almeno che non sei povero. Lo so, è triste, ma che cazzo ci posso fare?

Cmq sabato l’MD mi ha lasciato una depressione assurda. Ho paura della fine. Non so perché. Cioè io ho sempre paura della fine. Però ora ancora di più. Per fortuna che ho un paio di occhiali da sole.

“Cos’è stato?”

“Cos’è stato che?”

“non l’hai sentito?”

“no”

April 03

Cirano-Francesco

 
 
Per l'ennesima ed ultima volta Cirano...ciao!

Sulla strada, sempre. La cattiva strada...

Sono sicuramente più colto e meno pieno di certezze da quando ho cominciato ad avere questo blog. Sono cresciuto, maturato, invecchiato...fate un po' voi! Indubbiamente ho nutrito ed al contempo fagocitato idee ed ideali diversi in questo arco di tempo, ma non ho mai perso un'originalità e coerenza che fortemente rivendico. Poche convinzioni ma fisse sono rimaste nella mia mente: l'anarchia, De André, l'amore; coordinate sviluppate nel tempo ma sempre limpidamente poste a fondamento di un percorso iniziato ed ancora non colmo abbastanza di esperienze, persone, volti e braccia da ricordare, di baci da dare e non dare, di posti da esplorare, di libri da leggere e di canzoni da cantare, di discorsi da affrontare e di parole da nascondere, di segreti, di bugie ma anche di verità, di naftalina e di cielo, di strumenti da imparare a suonare e domare, di libertà e di fantasia. Mi aspetta insomma il mondo là fuori, e seppure con panni sempre diversi e cangianti come le lingue e le letterature, sarò pronto ad esaminarne gli angoli più remoti, le camere più oscure. Sulla strada, sempre. Questo spazio telematico ha rappresentato spesso un luogo importante dove mostrarmi nudo, la mia finestra sul mondo, o forse la finestra del mondo su di me, da cui ho sempre goduto esser spiato. Ora mi tocca affacciarmi per l'ultima volta. I passanti e le passanti noteranno solo un po' di barba in più ma vi assicuro che c'è ben altro dentro, compreso una sfilza di veleno nei polmoni. Ringrazio tutti quelli che hanno seguito appassionati le mie storie, ascoltato incuriositi le "mie" canzoni, letto turbati i miei sfoghi ed i miei pensieri. Per quanto io possa esser sembrato strafottente, i vostri commenti sono stati sempre ben accetti, e hanno rappresentato un ottimo incentivo per continuare a scrivere fregnacce. "Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!" Il blog di Quintino Rocca termina qua, senza un motivo preciso, solo perché io ho deciso così, si perché l'ho deciso io, il dio di Quintino Rocca, o almeno il suo burattinaio.
Dai diamanti non nasce niente...ricordatelo...dal letame nascono i fior. Scusate la presunzione.
  
 
"Io non soffro di doppia personalità. E neanch'io." (Quntino Rocca, si, facciamo finta che sia mia!)
 
March 30

La Signora libertà con la partecipazione di Roberto Vecchioni, Fabrizio De André e Giorgio Gaber

  
 
Berlusconi pretende d'insegnare cosa sia la libertà. Vogliono far si che un uomo soffra indipendentemente dalla sua volontà, e poi parlano di libertà; il Popolo della Libertà! In quindici anni è stata radicalmente rincoglionita la società civile. I dibattiti dei reality show sull'educazione di Corona o sulle tettone di quella sciaquetta attraggono molto più di qualsiasi mostruosa cazzata del Governo della nostra nazione: dalla cementificazione di ogni soffio d'aria pulita, all'abuso di uno Stato immoralmente etico. Il nostro esser democratici c'impone però di rispettare il loro risultato elettorale, ci hanno rotto il culo ed ora si fa i politicamente corretti! Nel frattempo la sinistra radicale si riorganizza, ahahahah!
 
  
 
Eccola la libertà. Eccola l'etica. Eccola la politica. Se potessi diserterei, ma non posso...l'altra faccia della medaglia mi obbliga a partecipare.
 
  
 
Ringrazio i miei padri, e mio padre...
March 28

La filosofia del niente

"Mi scusi, dov'è via Carlo Marx?"
La decadente immagine
dei vigili urbani,
coi fischietti in bocca,
accompagna la processione
dell via della croce.
Vagabodando tra cliché gucciniani
e sigarette
fumate
come uccellini in volo:
"Non le so dire, questa è via della spiaggia".
Chissà cosa pensa,
o dove lavora,
o che vita vive
quella passante col libro in mano.
L'ho vista
fotografare
il mare.
Guardo allo specchio,
non è mai stato così alienante:
"Tu sei speciale,
tu sei diverso"
suona stridente e triste.
Cosa siamo? dove andiamo
e perché?
E' la filosofia del niente,
fatta di libri e canzoni
da niente.
L'eschimo vecchio
sta accanto all'agenda
sul comò,
aspetta la mia voglia
di rivoluzione.
Appare distante da qui
quell'uomo nero che dice:
"Si, noi possiamo!"
Sarà la sabbia ma mi sento senza radici.
Sarà il cielo ma mi sento senza appendici.
Non è poesia.
No, non lo è.
E' solo un'inutile voglia di niente.
E' solo dell'altro
tedioso tabacco.
E' solo la filosfia del niente
ricolma di acque e di terre.
C'è un volto che ricordo appena
tra cliché gucciniani
e vigili urbani.
Che Dio conservi un posto per me
nella nebbia
accanto al Santo
protettore
dei fannulloni.
 
 
 
March 23

Fiori rosa, fiori di pesco-Lucio Battisti

 
 

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Quintino Rocca

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